In morte di Peppino Marotto
Ascoltando la notizia al tiggì regionale ho avuto una sensazione di dejà vù, quel cognome: Marotto. La sensazione è stata quella di tornare indietro di 30 anni su un punto indefinito, in un??attimo quel punto è diventato un disco e quel cognome una firma: Peppino Marotto. Alcuni giorni fà ho scritto che ??The Robots? è stato il mio primo acquisto in 45 giri, ??Tancas serradas a muru? del Coro Supramonte di Orgosolo fù il mio primo ??Long Playng?, un disco di canto a tenore che è rimasto e rimarrà impresso per sempre nella mia mente, le parole le ricordo tutte a memoria. L??inevitabile solco del tempo ci fa dimenticare tante cose e io oltre quella firma non ricordo nulla, ma vedendo quell??uomo di 82 anni credo di aver ricordato chi fosse e tutto ciò che ha rappresentato per Orgosolo e soprattutto per me. Non so se nella sua vita abbia commesso un crimine tale da essere ripagato con 5 pallottole alle spalle, alle 10 del mattino, nella via principale del paese, credo semplicemente che si tratti di un gesto di pura vigliaccheria, ma che mi ha urtato nell??intimo. Ha rispolverato il mio odio viscerale verso gli uomini ??a cambales? del medioevo sardo, e per cambales non intendo quelli che si mettono ai piedi ma quelli che alcuni individui si portano dentro la testa al posto del cervello. Si tratta di quell??insieme di bestie senza cervello che abita in quest??isola, che pur essendo una minoranza riesce ancora a far scorrere sangue e inchiostro nei giornali, scimmie senza emozione e piene di rabbia come cani malati incurabili. Provo un??infinita vergogna, come sardo è offesa la mia sardità. M??inchino al Divino e invoco per il 2008 una ??pulizia etnica? chirurgica, che ne so, qualcosa come una sterilizzazione mirata, se non altro per evitare che si riproduca una certa specie di bestie. Bestie. Bestie. Bestie. Bestie. Siete solo Bestie voialtri che avete coraggio di sparare un??anziano per strada, siete solo bestie voialtri che offendete memorie e saperi, siete solo bestie voialtri che ancora dispensate lacrime insensate. Fottetevi e che Dio vi fulmini.


