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	<title>Giampaolo Frongia &#62;&#62; Samugheo &#62;&#62; Sardegna &#62;&#62; Bologna &#187; Teatro</title>
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		<title>Il Sorriso di Daphne &#8211; A.Alatri</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Feb 2007 21:19:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Di nuovo nella marea tempestuosa degli impegni. Poca testa per scrivere..poco tempo per poterlo fare. Giusto una segnalazione di uno spettacolo che ho visto sabato scorso al Teatro Arena del Sole di Bologna. Si tratta de &#8220;Il sorriso di Daphne&#8221; del regista cinematografico Alessandro D&#8217;Alatri. Lo spettacolo è un&#8217;incrocio tra commedia e dramma, però io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="right" title="Il Sorriso di Daphne - A.Alatri" id="image172" alt="Il Sorriso di Daphne - A.Alatri" src="http://www.giampaolofrongia.it/wp-content/sorriso-di-daphne.jpg" /></p>
<p>Di nuovo nella marea tempestuosa degli impegni. Poca testa per scrivere..poco tempo per poterlo fare. Giusto una segnalazione di uno spettacolo che ho visto sabato scorso al <a title="Il Sorriso di Daphne - A.Alatri" target="_blank" href="http://www.arenadelsole.it/"><strong>Teatro Arena del Sole di Bologna</strong></a>. Si tratta de &#8220;<a title="Il sorriso di Daphne" target="_blank" href="http://www.toscanaspettacolo.com/index.php?code=3930"><strong>Il sorriso di Daphne</strong></a>&#8221; del regista cinematografico <strong><a title="Alessandro D'Alatri" target="_blank" href="http://www.mymovies.it/dizionario/biblio.asp?r=917">Alessandro D&#8217;Alatri</a>.</strong> Lo spettacolo è un&#8217;incrocio tra commedia e dramma, però io ho riso quasi sempre. Il personaggio principale, Vanni è un personaggio poliedrico, famoso professore di botanica, anni prima scopre una nuova pianta nel Borneo e la custodisce gelosamente. Attorno a questa pianta dal nome simbolico s&#8217;incrociano le vite di Vanni, Rosa (sua sorella) e Sibilla (ex-allieva). Spettacolo godibilissimo, con Vittorio Franceschi (Vanni) grande attore che riesce a essere tragico, cinico e ironico contemporaneamente. Il testo ha vinto il <a title="Premio Ubu per il 2006" target="_blank" href="http://www.ubulibri.it/pagine/ipremiubu.htm"><strong>Premio Ubu per il 2006</strong></a>.</p>
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		<title>Raccontar Fole</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 09:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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Saper raccontar favole è una questione di vocazione e come disse Totò: ??io modestamente lo nacqui?. Tuttavia conosco solo in parte il valore educativo delle fiabe, quando inizio a leggere i libri di psicoanalisi infantile mi vengono subito due palle mostruose, l??unico che ho digerito sino a metà  (sono 2 anni che lo leggo) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image168" alt="Raccontar Fole" src="http://www.giampaolofrongia.it/wp-content/orco-tiresia.jpg" /></p>
<p>Saper raccontar favole è una questione di vocazione e come disse <strong>Totò</strong>: ??<strong>io modestamente lo nacqui</strong>?. Tuttavia conosco solo in parte il valore educativo delle fiabe, quando inizio a leggere i libri di psicoanalisi infantile mi vengono subito due palle mostruose, l??unico che ho digerito sino a metà  (sono 2 anni che lo leggo) è: &#8220;<strong><a title="Il mondo incantato? di Bruno Bettelheim" target="_blank" href="http://www.giampaolofrongia.it/mondo%20incantato%E2%80%9D%20di%20Bruno%20Bettelheim.">Il mondo incantato? di Bruno Bettelheim</a></strong>.  Pensando di migliorare la tecnica di lettura mi sono iscritto a un <a title="corso di lettura di fiabe" target="_blank" href="http://www.testoniragazzi.it/page_info.php?cPath=28_46&#038;products_id=877"><strong>corso di lettura di fiabe</strong></a> che si è tenuto questo fine settimana a Bologna al <a title="http://www.testoniragazzi.it/" target="_blank" href="http://www.testoniragazzi.it/"><strong>Teatro Testoni per ragazzi</strong></a>. Arrivò lì e mi accorgo subito che sono tutte donne, solo dopo si è aggiunto un ragazzo che poi ho scoperto essere del giro degli operatori del teatro: 25 donne, comprese le tre insegnanti?.. e 2 maschi. <span id="more-169"></span>Il bello è venuto dopo, subito ci siamo accorti che lì non avremmo letto alcuna fiaba, l??impostazione sin da subito è stata sull??uso del corpo, tutti insieme ci siamo messi al centro del palcoscenico..e ci siamo dovuti rilassare.. ognuno come gli pareva?poi è stata tutta una successione di atti che dovevamo eseguire e mimare fisicamente</p>
<ul>
<li>Raccolta dell??Energia dei quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco</li>
<li>Camminare guardadondoci a vicenda</li>
<li>Svestizione della propria identità</li>
<li>Mascheramento con una nuova identità scegliendo degli oggetti e dei lenzuoli</li>
<li>Scelta di un gesto ??magico? da eseguire con il corpo</li>
</ul>
<ol />Tutte queste cose le abbiamo eseguite contemporaneamente dentro al palcoscenico del teatro. Poi ci hanno passato un foglio in cui c??erano scritte delle frasi fiabesche di cui dovevamo scegliere quella che sentivamo più appropriata al nostro ??gesto? magico. Io ho scelto:  ??<a title="L'orco" target="_blank" href="http://guide.dada.net/sogni/interventi/2006/04/251566.shtml"><strong>L??Orco è sempre con noi. Perché è dentro di noi.</strong></a>?<br />
Di nuovo tutti dentro al palcoscenico e contemporaneamente dovevamo recitare la frase scelta compiendo il nostro ??gesto magico?. Io compivo un??intera giravolta col corpo e battevo per terra con un bastone dicendo quella frase.Ne è venuta una rappresentazione collettiva inquietante e delirante, io mi sentivo immerso nel microcosmo femminile, femmine dappertutto: grasse, magre, belle, brutte. Dopo questa scena che è stata bellissima, siamo entrati nel primo test cruciale: rappresentare il gesto e recitarlo singolarmente con tutti gli altri che ti guardavano seduti. Per chi come me faceva per la prima volta una cosa del genere è stato terribile, però l??impostazione del corso  era studiata affinchè tu alla fine cedessi: partivano gli altri e dopo dovevi partire anche tu.L??indomani: <strong>fase 2</strong>. La sera prima ci avevano dato un foglio, con degli estratti da fiabe, sui quali avremmo dovuto concentrarci  di nuovo scegliendone uno. Morale, io la sera non ho avuto tempo neanche di leggere la cosa e l??indomani subito ho capito che avremmo dovuto recitare di nuovo e stavolta si trattava di una cosa articolata. Di nuovo tutta una serie di esercizi  di recita collettiva, io non mi ricordavo un bel piffero di ciò che frettolosamente avevo scelto e che tra l??altro bisognava ??assemblare? alla frase scelta il giorno prima.</p>
<p>E alla fine il grande tuffo, di nuovo la recita, stavolta lunga, io mi sono nascosto, altri come me erano terrorizzati dall??idea, poi sono partite le più brave  (..quasi tutte erano maestre d??asilo o simili).. e non c??è stata pezza?uno dietro l??altro ci si buttava da soli nel palcoscenico a recitare. Il problema è che io non mi ricordavo nulla&#8230;bisognava improvvisare il pezzo senza aiuto del foglio..però ci hanno dato carta libera per ricostruire il pezzo come volevamo..io non cedevo..era troppo per me..più o meno come andare nudo per strada? ormai quasi tutti avevano recitato&#8230; rimaneva lo zoccolo duro dei timorosi.</p>
<p>A una certo punto una tipa mi ha additato e mi ha fatto capire: ??Devi!!?, come una molla sono scattato sul palcoscenico e ??</p>
<p>?Armandina?era una bimba molto curiosa! Voleva sapere se gli orchi esistevano veramente! Fù così che decise di andare a chiederlo a Tiresia il saggio, che si trovava in una casa dentro al bosco. Attraversò il bosco nell??oscurità e si mise paura..finchè a un certo punto non vide una casa illuminata e bussò alla finestra . Udì una voce rauca: ??Avanti!!?. Entrò.. attraversò l??andito.. bussò di nuova alla porta della stanza?.?Avanti dunque!? e Armandina chiese: ??Nonno <a title="tiresia" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tiresia"><strong>Tiresia</strong></a>?gli orchi esistono veramente??  e lui ??Gli Orchi sono sempre con noi. Perché sono dentro di noi.?  ??</p>
<p>Il tutto l&#8217;ho mimato fisicamente, immedesimandomi sia con la bimba, sia con Tiresia&#8230;.e in fondo anche con l&#8217;orco.</p>
<p class="MsoNormal">Quattro donne non ce l??hanno fatta, in maniera molto garbata le insegnanti hanno fatto finta di non accorgersene. Effettivamente ritrovarsi a recitare in meno di 24 ore con gente estranea che ti guarda è una roba che ti sviscera. Per me è stata un??esperienza notevole, che ha avuto una ricaduta immediata  sul modo di raccontare le favole: bisogna diventare personaggi fiabeschi veri..se vuoi che i bimbi assorbano la sostanza della favola. Ma non solo, tutto ciò permette al raccontatore?di essere attore..ed è una cosa difficile da spiegare..bisogna provare..</p>
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		<title>La Piccola Fiammiferaia</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Nov 2006 16:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Grande serata al Teatro Testoni per ragazzi 
Ca?? Luogo d??Arte in coproduzione con Theatre Jeune Public di Strasbourg, Theatre Nouvelle Generation di Lyon, Le Rayon Vert di Saint-Valerie-en-Caux, Laboratorio Nove di Firenze.
Nonostante la fiaba della &#8220;Piccola Fiammiferaia&#8221; sia  una delle più tristi in assoluto mi sono divertito un mondo, anche grazie alla professionalità di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="La Piccola Fiammiferaia - Claire Chevalier" id="image140" src="http://www.giampaolofrongia.it/wp-content/piccola-fiammiferaia.jpg" /><br />
Grande serata al <a title="Tetro Testoni Bologna" target="_blank" href="http://www.testoniragazzi.it"><strong>Teatro Testoni per ragazzi </strong><strong><br />
</strong></a><strong>Ca?? Luogo d??Arte </strong>in coproduzione con <strong>Theatre Jeune Public di Strasbourg</strong>, T<strong>heatre Nouvelle Generation di Lyon</strong>, L<strong>e Rayon Vert di Saint-Valerie-en-Caux</strong>, <strong>Laboratorio Nove di Firenze.</strong></p>
<p>Nonostante la fiaba della &#8220;<a title="Piccola Fiammiferaia" target="_blank" href="http://www.caluogodarte.com/art.php?newsID=20050926101542"><strong>Piccola Fiammiferaia</strong></a>&#8221; sia  una delle più tristi in assoluto mi sono divertito un mondo, anche grazie alla professionalità di attori bravissimi.</p>
<p>Dal testo di <strong>M. Allegri</strong>:</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">??La piccola fiammiferaia?? di Andersen non è un racconto semplice. Costringe a confrontarsi con temi come la povertà, l??amore negato, la morte, difficili persino da nominare. Tuttavia sono temi importanti, eticamente importanti e, i bambini ce lo insegnano, nemmeno così difficili da trattare.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">Nei giochi dell??infanzia, così come in teatro, si muore e si ri-vive mille volte, la più terribile cattiveria lascia spazio in pochi secondi al più grande gesto d??amore, è bello ridere a crepapelle quanto piangere di commozione o di rabbia.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">L??importante è che l??incredibile e meraviglioso gioco della finzione non venga ingabbiato dall??ipocrisia tutta adulta del ??questo è meglio non dirlo!?.<span id="more-137"></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">Nello spettacolo è affidato a un??attrice, che simboleggia in maniera non dichiarata la bambina del racconto, questa leggerezza tipica dell??infanzia di affrontare col gioco qualsiasi tema, di non scandalizzarsi mai, di riconoscere la fame, la sete, il freddo, di rivendicare amore e di avere la capacità di cercare nell??immaginazione la fuga anche alla più terribile privazione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">Agli adulti dello spettacolo, gli altri tre attori, il compito di fare i conti con la realtà dei fatti, di misurarsi con una storia semplice, molto semplice?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">Per sottolineare anche spazialmente la ricerca dello spettacolo sui due mondi degli adulti e dei bambini, il pubblico è accolto in una sorta di locale notturno a misura bambino, dove stanno per iniziare i festeggiamenti per l??ultimo giorno dell??anno.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">In questa situazione ??da grandi?? una splendida occasione viene offerta alla ??piccola Claire?: quella di scegliere la storia da raccontare?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify"><span style="font-family: Verdana">Senza indugi e con grande caparbietà lei proporrà e porterà ostinatamente alla fine la storia della piccola fiammiferaia, opponendosi decisa e serena ai dubbi degli adulti.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana">Utilizzando pochi e semplici oggetti e una bambola uguale a lei, senza paura della tristezza, del freddo e della fine infelice, racconterà ai bambini il segreto di una fiamma visionaria che per gli adulti è solo un piccolo fuoco destinato a spegnersi?</span></p>
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		<title>Weeekend a Teatro</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2006 08:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Risale il vortice dell&#8217;impegno&#8230;però  questa settimana mi sono permesso un doppio appuntamento a teatro in un solo giorno.
 Il primo è stato al Teatro Testoni per Ragazzi dove ho accompagnato mia figlia a vedere  &#8220;Il BRUTTO ANATROCCOLO ovvero il viaggio di Nina&#8221; . Lo spettacolo è stato molto bello, il problema è che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risale il vortice dell&#8217;impegno&#8230;però  questa settimana mi sono permesso un doppio appuntamento a teatro in un solo giorno.<br />
 Il primo è stato al <strong>Teatro <a href="http://www.testoniragazzi.it">Testoni per Ragazzi</a></strong> dove ho accompagnato mia figlia a vedere  <strong><a href="http://www.testoniragazzi.it/page_info.php?cPath=29_32_35&#038;products_id=858">&#8220;Il BRUTTO ANATROCCOLO ovvero il viaggio di Nina&#8221;</a> </strong>. Lo spettacolo è stato molto bello, il problema è che era costruito per un pubblico adulto, nel programma c&#8217;era scritto dai 3 anni in sù.. io direi che era dai 30 anni in sù, ma forse non bastavano neanche quelli,  ci voleva il decodificatore, che è una questione insita nel DNA, o ce l&#8217;hai o altrimenti ciccia.  Morale, a metà spettacolo si sono sentiti i primi pianti e le prime fughe, mia figlia che invece resiste a tutto, mi ha bombardato di domande a cui non riuscivo a rispondere in tempo reale perchè  erano complesse. E insomma ci siamo goduti un&#8217;efferscente storia reinterpretata per il mondo adulto.</p>
<p><img src='/wp-content/il_brutto_anatroccolo.jpg' alt='il brutto anatroccolo' /></p>
<p>Decisamente  più palloso lo spettacolo serale all&#8217;<strong><a href="http://www.arenadelsole.it/">Arena del Sole</a></strong>, &#8220;Autostrade&#8221; di L.Gozzi  con testo di M.Fois e C.Lucarelli, oserei dire che forse questo era proprio uno spettacolo per bambini <img src='http://www.giampaolofrongia.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Sicuramente non è all&#8217;altezza degli spettacoli precedenti di Gozzi sul filone dei &#8220;gialli italiani&#8221;. L&#8217;approccio era quello della commedia comica che a me non piace e perciò  i colpi di sonno erano in agguato, alla fine mi sono pentito di non aver visto  &#8220;<strong><a href="http://www.arenadelsole.it/programma/calendario/zingari.aspx">Zingari</a></strong>&#8221; di <strong>Viviani </strong>che ho snobbato perchè c&#8217;era Nino D&#8217;Angelo,  ma forse alla fine meritava di più.</p>
<p><img src='/wp-content/AutostradaAndreaPierdiccaeMarinellaManicardi.jpg' alt='autostrada gozzi' /></p>
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		<title>Paesaggio con fratello rotto</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Mar 2006 15:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lungamente atteso&#8230;è arrivato.
Il potere squassante della poesia che si fa teatro. Notte vibrante. Catartico. Che bello il teatro!!!!!
&#8230;stasera..reading di poesia con Mariangela..l&#8217;ho vista ieri sera che gironzolava timidamente tra gli spettatori..gli avrei voluto baciare le mani..ma sono più timido di lei. Forse lo farò stasera.
Risorse multimediali: fotografie delle prove, interviste..di tutto e di più sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/wp-content/paesaggioconfratellorotto_02.jpg' alt='paaseaggio con fratello rotto' /></p>
<p>Lungamente atteso&#8230;è arrivato.</p>
<p>Il potere squassante della poesia che si fa teatro. Notte vibrante. Catartico. Che bello il teatro!!!!!</p>
<p>&#8230;stasera..reading di poesia con Mariangela..l&#8217;ho vista ieri sera che gironzolava timidamente tra gli spettatori..gli avrei voluto baciare le mani..ma sono più timido di lei. Forse lo farò stasera.</p>
<p><a href="http://www.centralefies.it/drodesera.it/2004/onlinefestival/valdoca/index.html">Risorse multimediali: fotografie delle prove, interviste..di tutto e di più sul Teatro Valdoca e Mariangela Gualtieri >></a></p>
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		<title>Terra, Ramo e  Pietra.</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Mar 2006 13:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Fine settimana al Festival di Teatro per Bambini &#8220;Visioni di Futuro..Visioni di Teatro..&#8220;. Il più bello è stato ieri con un duo tedesco: Helios Theater. Un&#8217;attore suonava una tromba e l&#8217;altro giocava con la terra simulando la creazione del mondo, pazzesche le reazioni dei bambini,  hanno iniziato a contorcersi e fare strani gesti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/wp-content/erde2K.jpg' alt='' /></p>
<p>Fine settimana al Festival di Teatro per Bambini &#8220;<strong>Visioni di Futuro..Visioni di Teatro..</strong>&#8220;. Il più bello è stato ieri con un duo tedesco: <strong>Helios Theater</strong>. Un&#8217;attore suonava una tromba e l&#8217;altro giocava con la terra simulando la creazione del mondo, pazzesche le reazioni dei bambini,  hanno iniziato a contorcersi e fare strani gesti di devozione urlando come scalmanati. Io a ridere,&#8230;.peggio di loro.</p>
<p>&#8220;Un burattinaio e un musicista giocano con la terra, che diventa luogo di scoperta di forme, storie, suoni e situazioni. Terra per giocare, terra fertile, materiale per costruire, terreno sotto i piedi&#8230; una materia misteriosa che dà vita e nasconde cose&#8230;<br />
Attraverso lo spettacolo si rivela l&#8217;essenza fondamentale del divenire e del passare del ciclo della vita. Un piacere dei sensi per i piccoli spettatori.&#8221;</p>
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		<title>The Cryonic Chants &#8211; Canti e poemi oggettivi, tratti da un impassibile animale</title>
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		<comments>http://www.giampaolofrongia.it/teatro/the-cryonic-chants-canti-e-poemi-oggettivi-tratti-da-un-impassibile-animale/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2006 13:42:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[
Spettacolo troppo sperimentale  per le mie umili meningi.
Prima di poter scrivere dello spettacolo visto ieri sera al Duse, devo far sedimentare per un bel pò di giorni. Il  pubblico &#8220;abituèe&#8221; del Duse ne è uscito sconvolto e i commenti nei locali circostanti il teatro erano da stracciarsi dalle risate.
Affido dunque la recensione all&#8217;esterno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/wp-content/cryonic_chants.jpg' alt='' /></p>
<p>Spettacolo troppo sperimentale  per le mie umili meningi.<br />
Prima di poter scrivere dello spettacolo visto ieri sera al Duse, devo far sedimentare per un bel pò di giorni. Il  pubblico &#8220;abituèe&#8221; del Duse ne è uscito sconvolto e i commenti nei locali circostanti il teatro erano da stracciarsi dalle risate.</p>
<p>Affido dunque la recensione all&#8217;esterno (R.Palazzi):</p>
<p>&#8220;Non è esagerato affermare che la Socìetas Raffaello Sanzio sia in questo momento uno dei pochi gruppi teatrali al mondo che sappiano interpretare la natura del teatro in un modo così radicale da sospingere davvero lo spettatore in territori sconosciuti, da trascinarlo, da precipitarlo in zone oscure dell&#8217;intelletto, portandolo dolcemente e violentemente oltre i confini di tutto ciò che crede di conoscere: il che vuol dire oltre le barriere dei significati, oltre i limiti delle emozioni quotidiane, oltre le percezioni stesse del suo sistema nervoso, oltre quelli che siamo soliti considerare i territori codificati dell&#8217;umano.<br />
<span id="more-73"></span><br />
Soltanto un gruppo teatrale segnato oggi da una sorta di nero stato di grazia poteva concepire il progetto di esplorare, di inventare dalle sue origini più segrete l&#8217;idea di un&#8217;espressione artistica che provenga direttamente da un animale: anzi, che sgorghi come un flusso fisiologico dal centro stesso del suo essere, costringendoci a confrontarci con quello che per la nostra mente è in assoluto uno dei misteri più invalicabili, quello dell&#8217;alienità, dell&#8217;estraneità totale rispetto a ciò che siamo: un concetto che può passare per zone buie della realtà, e schiuderci al tempo stesso un&#8217;oscura e del tutto pagana intuizione del divino.</p>
<p>Alla base della partitura che Chiara Guidi ha elaborato per The Cryonic Chants c&#8217;è l&#8217;animale la cui sorte più strettamente si intreccia con quella del teatro, il capro, vittima sacrificale dei riti da cui deriva la tragedia greca. Di quale testo, se ne avesse modo, egli potrebbe farsi autore? Per rispondere all&#8217;interrogativo, la Guidi ha attinto al nucleo stesso della vita d&#8217;un giovane esemplare maschio, le proteine che regolano le funzioni della crescita delle corna o della riproduzione: ne ha trasposto le sequenze in codici alfabetici, riportandoli su tre tappeti bianchi. Pascolando su di essi, il capro ha indicato col muso i caratteri scelti, e questi hanno formato la sua inconsapevole e per noi inaccessibile creazione.</p>
<p>Su questi suoni privi di nessi logici &#8211; ma non di una remota forza poetica &#8211; il compositore americano Scott Gibbons ha costruito la musica altrettanto aspra, dissonante ma piena di concretezza che ha scandito l&#8217;intensissimo spettacolo-concerto proposto al Festival di Santarcangelo. Le quattro figure femminili vestite di nero che intonavano i canti ne hanno tratto un cerimoniale tanto enigmatico quanto incalzante, che pareva venire da una lontananza fuori dal tempo: con le loro voci, con gli strani passi di danza ispirati forse alle movenze del capro ci guidavano in altre epoche o in altri mondi possibili, dov&#8217;erano sovvertite consolidate norme estetiche. &#8221;</p>
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		<title>Di teatro&#8230;in teatro.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 13:50:35 +0000</pubDate>
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La fredda notte siberiana si scioglie nelle fiamme del teatro. Altro grande gruppo,  in un loro spettacolo finii  per diventare spettatore-attore, si trattava di uno spettacolo per soli 20 spettatori, i quali a un certo punto dello spettacolo venivano separati e avviati obbligatoriamente in un percorso-labirinto in cui entravano a contatto diretto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/wp-content/image400_01.jpg' alt='' /> </p>
<p>La fredda notte siberiana si scioglie nelle fiamme del teatro. Altro grande gruppo,  in un loro spettacolo finii  per diventare spettatore-attore, si trattava di uno spettacolo per soli 20 spettatori, i quali a un certo punto dello spettacolo venivano separati e avviati obbligatoriamente in un percorso-labirinto in cui entravano a contatto diretto e solitario con gli attori. Una delle esperienze più sconvolgenti che possano accadere a chi ama il teatro. Ne uscii turbato e vivicato, un pò come essere morti ed essere tornati alla vita, non posso raccontarne i dettagli perchè l&#8217;ho già fatto troppe volte in passato. Passiamo all&#8217;oggi.<br />
<strong><br />
 Il ragazzo criminale</strong><br />
<strong>Masque Teatro</strong><br />
Misterioso e perturbante. Sensuale e oltraggioso. Così è il mondo dei criminali per <strong>Jean Genet</strong>, lo scrittore francese di cui nel 2006 ricorre il ventesimo anniversario della morte. Altrettanto estremo e appassionato è il paesaggio carcerario che <strong>Masque Teatro </strong>ha realizzato nel suo ultimo spettacolo  <strong>&#8220;Il ragazzo criminale&#8221;, </strong>ideato e diretto da Lorenzo Bazzocchi, incubo di solitudini ed erotismi ispirato all&#8217;unico film di Genet, <strong>&#8220;Un chant d&#8217;amour&#8221; </strong>nel 1950: film dove i delinquenti vivono in un&#8217;atmosfera poetica ed eroica, pulsanti di vita e di sesso.<span id="more-71"></span><br />
Uno spettacolo dal fascino oscuro e violento, in cui è proprio l&#8217;orrore dello sporco e del tetro a esaltare ambigui carcerati che finiscono per apparire sotto la lente della santità, inquadrati nella fredda architettura della prigione .<br />
Il ragazzo criminale è un&#8217;elegia per gli esclusi e i perdenti, angeli dannati ed eroi ribelli.<br />
Masque Teatro, gruppo tra i più significativi della sperimentazione teatrale italiana diretto da Lorenzo Bazzocchi e Catia Gatelli, attraversa questo mondo di fango e perdizione con visionario lirismo.<br />
Oltre il filo spinato che separa la scena della reclusione dalla platea della libertà, prende forma l&#8217;imponente spazio scenico costituito dalle celle di reclusione della prigione, potente e inglobante: una sorta di sofisticata machina theatralis a due piani opprimente e assoluta. Qui, tra il fango, vivono le loro esistenze solitarie i criminali, mettendo in scena un rituale enigmatico fatto di  disperazione ed esaltazione. Sono microcosmi in cui l&#8217;identità si sgretola e frammenta, perdendosi ed elevandosi allo stesso tempo, fondendo carne e spirito.<br />
<a href="http://www.masque.it/"><strong><br />
Sito Masque Teatro</strong></a></p>
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		<title>Pre-recensione Teatro Valdoca</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 08:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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Questa segnalazione serve a me per non dimenticarmi l&#8217;appuntamento, e  un&#8217;indicazione per gli  altri che qualora si ritrovassero di fronte a una locandina dello spettacolo in una qualsiasi città d&#8217;Italia, non dovrebbero pensarci due volte ad andare in prevendita.
Per la pur umile esperienza di visione teatrale del sottoscritto si tratta del miglior gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/wp-content/non5.jpg' alt='' /></p>
<p>Questa segnalazione serve a me per non dimenticarmi l&#8217;appuntamento, e  un&#8217;indicazione per gli  altri che qualora si ritrovassero di fronte a una locandina dello spettacolo in una qualsiasi città d&#8217;Italia, non dovrebbero pensarci due volte ad andare in prevendita.</p>
<p>Per la pur umile esperienza di visione teatrale del sottoscritto si tratta del miglior gruppo di Teatro d&#8217;Avanguardia in Italia, il suo regista <strong>Cesare Ronconi </strong> è un talento visionario e la drammaturga <strong>Mariangela Gualtieri</strong>, è attualmente la mia poetessa preferita.  Punto.</p>
<p><strong>PAESAGGIO CON FRATELLO ROTTO</strong><br />
Trilogia<br />
1. Fango che diventa luce<br />
2. Canto di ferro<br />
3. A chi esita</p>
<p> ??In quest??opera c??è il ritratto, <strong>l??istantanea</strong>, di qualcosa di attuale e invisibile.<br />
C??è un dolore che sembra riguardare soprattutto l??occidente: la <strong>spaccatura micidiale</strong> fra noi e l??anima del mondo, quell??<strong>energia intuita e sempre tradita</strong>, che ci tiene vivi.<br />
Questa «anima del mondo», taciuta con superiorità dalla scienza, rimpicciolita a corpuscolo con macchie dalla religione, resa ridicola dalla <strong>razionalità</strong>, resa retorica e melensa dalla lingua corrente, questo pezzo di brace cosmica che brucia nella terra e in ognuno di noi, questo è ciò che viene fotografato in questa opera. E?? anche fotografata la distanza fra ciò che sentiamo e il modo in cui viviamo, fra il nostro <strong>dentro e il nostro fuori</strong>, per dirla semplicemente.<br />
«Come siamo andati lontano da ciò che ci tiene in vita!» grida la filosofia.<br />
Qui appunto si fotografa quella lontananza.<span id="more-69"></span><br />
Non abbiamo smesso di credere nella forza della poesia, di pensare ad uno spettacolo anche come<strong> atto di resistenza</strong> contro la Signoria Attuale. Che cosa sia questa Signoria Attuale in parte tutti lo sappiamo e in parte non lo sapremo mai: una forza, comunque, che tenta di fare di noi un <strong>ovile muto</strong>, di deprimere la nostra vivezza, di metterci sulla schiena pesi schiaccianti. Ci guardiamo intorno e scorgiamo ovunque segni invasivi di questa forza indebolente. Pochi chilometri più in là la vediamo all??opera coi suoi morti ammazzati e bombardati.<br />
Ecco, ci muove una voglia d??esortazione, una paura, una pietà. Soprattutto la voglia di <strong>tenerci ben desti</strong>, di pronunciare parole troppo taciute, di cantare e ballare con la <strong>potenza disarmata dei bambini.</strong>?<br />
M.G.</p>
<p><strong><br />
>> <a href="http://www.centoteatri.com/ins_7.htm#intervista">Intervista a Mariangela Gualtieri</a></strong></p>
<p><strong>>> <a href="http://www.teatrovaldoca.it/nota.html">Sito Teatro Valdoca</a></strong></p>
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		<title>Motus &#8211; &#8220;L&#8217; Ospite&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2006 11:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FGP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>

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Ritorno a teatro dopo un periodo di letargo.
L&#8217;appuntamento era per un gruppo che praticamente seguo sin dagli esordi: i Motus.
&#8220;L&#8217;Ospite&#8221; è tratto da &#8220;Teorema&#8221; di  Pasolini, e si snoda in un&#8217;intreccio di video-installazioni e flussi  di parole (in cui spesso riemerge la voce stessa di Pasolini) su molteplici piani narrativi.
L&#8217;attualità dei testi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='/wp-content/36599.jpg' alt='' /></p>
<p>Ritorno a teatro dopo un periodo di letargo.</p>
<p>L&#8217;appuntamento era per un gruppo che praticamente seguo sin dagli esordi: i <strong>Motus</strong>.<br />
&#8220;<strong>L&#8217;Ospite</strong>&#8221; è tratto da &#8220;<strong>Teorema</strong>&#8221; di  Pasolini, e si snoda in un&#8217;intreccio di video-installazioni e flussi  di parole (in cui spesso riemerge la voce stessa di Pasolini) su molteplici piani narrativi.<br />
L&#8217;attualità dei testi di Pasolini è sempre sconvolgente e lo spettacolo ne incarna l&#8217;anima e la fisicità.<br />
Bello, però sono lontani i Motus  di &#8220;<strong>L??Occhio belva</strong>&#8221; (1994)  ,  &#8220;<strong>O.F. ovvero L&#8217;Orlando Furioso</strong>&#8221; (1998) e &#8220;<strong>Visio gloriosa</strong>&#8221; (2000)  in cui affioravano geniali, impetuose narrazioni visive. Erano esperienze fisiche che ti lasciavano tramortito, oggi invece sono spettacoli<br />
in cui le parole affiorano per interrogarsi, anche sul momento politico attuale.</p>
<p>>> <a href="http://www.muspe.unibo.it/soffitta/2006/teatro/pmotus.htm"><strong>Recensione &#8220;Teatro La Soffitta&#8221;</strong></a><br />
>>  <a href="http://www.centoteatri.com/teatroltre/ospite.htm"><strong>Auto-recensione Motus</strong></a><br />
>>  <a href="http://www.motusonline.com/ospite/it_index.html"><strong>Sito Motus</strong></a></p>
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