Creuza de ma
Quando il mare è in tempesta o si annega o si spera di portare la pellaccia sino al Capo di Buona Speranza.
Tempi duri per coloro che pascolano allo stato brado.
La benzina è calata ma la disoccupazione è aumentata, la borsa è crollata ma è aumentata l’insalata.
Nel frattempo è crollato Renato Soru, si è preso un pò di ferie strategiche per girovagare nelle televisioni italiane. Secondo me farebbe bene a girovagare per certi uffici della Regione che ancora sfuggono al suo algido controllo.
Comunque, lasciato in braghe di tela dai regionali proprio nel pieno del varo del Mediterraneus mi sono ritrovato cacciatore senza scrupoli in quel di San Lazzaro frugando tra le macerie delle sventure altrui: le aste giudiziarie, ovvero l’ultimo girone dell’inferno in cui secondo me sta finendo un bel pò di gente in questi giorni.
Ohi mamma. Che esperienza, non la posso raccontare in toto perchè ci sono dettagli raccapriccianti, molto da ridere ma altrettanto da piangere. Però non ho pianto, neanche un pò, tentennante all’inzio ma poi freddo e calcolatore come mai mi sarei aspettato da me.
Ovviamente il tutto esige una contropartita, niente è gratis, prima o poi si paga il conto e questo arriverà quando torneranno i tempi della Grande Sfiga. Per ora sono dovuto solo scendere a compromessi, essere paziente, anche questa una nuova dote che mai avrei sospettato potesse appartenermi, sopratutto paziente con i cretini.
Finita (?) la battaglia delle scorribande per aste ho tirato il freno a mano ma poi ho messo in folle sino a un luogo scritto, un luogo eterno, il luogo dove “le acciughe fanno pallone..che sotto c’è l’ala lunga“.
Un luogo che mi ha zittito e messo in marcia sui costoni impervi, le pergole basse, le barche posteggiate al posto delle macchine, i gatti notturni, le vie di improbabili amori.
Splendore in lontananza e dentro l’anima peregrina che mai si china.
Rimangono immagini stampate definitivamente, già ricordo permanente, già poesia inafferrabile.



