Raccontar Fole
Saper raccontar favole è una questione di vocazione e come disse Totò: �??io modestamente lo nacqui�?�. Tuttavia conosco solo in parte il valore educativo delle fiabe, quando inizio a leggere i libri di psicoanalisi infantile mi vengono subito due palle mostruose, l�??unico che ho digerito sino a metà (sono 2 anni che lo leggo) è: “Il mondo incantato�?� di Bruno Bettelheim. Pensando di migliorare la tecnica di lettura mi sono iscritto a un corso di lettura di fiabe che si è tenuto questo fine settimana a Bologna al Teatro Testoni per ragazzi. Arrivò lì e mi accorgo subito che sono tutte donne, solo dopo si è aggiunto un ragazzo che poi ho scoperto essere del giro degli operatori del teatro: 25 donne, comprese le tre insegnanti�?�.. e 2 maschi. Il bello è venuto dopo, subito ci siamo accorti che lì non avremmo letto alcuna fiaba, l�??impostazione sin da subito è stata sull�??uso del corpo, tutti insieme ci siamo messi al centro del palcoscenico..e ci siamo dovuti rilassare.. ognuno come gli pareva�?�poi è stata tutta una successione di atti che dovevamo eseguire e mimare fisicamente
- Raccolta dell�??Energia dei quattro elementi: acqua, aria, terra e fuoco
- Camminare guardadondoci a vicenda
- Svestizione della propria identità
- Mascheramento con una nuova identità scegliendo degli oggetti e dei lenzuoli
- Scelta di un gesto �??magico�?� da eseguire con il corpo
- Tutte queste cose le abbiamo eseguite contemporaneamente dentro al palcoscenico del teatro. Poi ci hanno passato un foglio in cui c�??erano scritte delle frasi fiabesche di cui dovevamo scegliere quella che sentivamo più appropriata al nostro �??gesto�?� magico. Io ho scelto: �??L�??Orco è sempre con noi. Perché è dentro di noi.�?�
Di nuovo tutti dentro al palcoscenico e contemporaneamente dovevamo recitare la frase scelta compiendo il nostro �??gesto magico�?�. Io compivo un�??intera giravolta col corpo e battevo per terra con un bastone dicendo quella frase.Ne è venuta una rappresentazione collettiva inquietante e delirante, io mi sentivo immerso nel microcosmo femminile, femmine dappertutto: grasse, magre, belle, brutte. Dopo questa scena che è stata bellissima, siamo entrati nel primo test cruciale: rappresentare il gesto e recitarlo singolarmente con tutti gli altri che ti guardavano seduti. Per chi come me faceva per la prima volta una cosa del genere è stato terribile, però l�??impostazione del corso era studiata affinchè tu alla fine cedessi: partivano gli altri e dopo dovevi partire anche tu.L�??indomani: fase 2. La sera prima ci avevano dato un foglio, con degli estratti da fiabe, sui quali avremmo dovuto concentrarci di nuovo scegliendone uno. Morale, io la sera non ho avuto tempo neanche di leggere la cosa e l�??indomani subito ho capito che avremmo dovuto recitare di nuovo e stavolta si trattava di una cosa articolata. Di nuovo tutta una serie di esercizi di recita collettiva, io non mi ricordavo un bel piffero di ciò che frettolosamente avevo scelto e che tra l�??altro bisognava �??assemblare�?� alla frase scelta il giorno prima.
E alla fine il grande tuffo, di nuovo la recita, stavolta lunga, io mi sono nascosto, altri come me erano terrorizzati dall�??idea, poi sono partite le più brave (..quasi tutte erano maestre d�??asilo o simili).. e non c�??è stata pezza�?�uno dietro l�??altro ci si buttava da soli nel palcoscenico a recitare. Il problema è che io non mi ricordavo nulla…bisognava improvvisare il pezzo senza aiuto del foglio..però ci hanno dato carta libera per ricostruire il pezzo come volevamo..io non cedevo..era troppo per me..più o meno come andare nudo per strada�?� ormai quasi tutti avevano recitato… rimaneva lo zoccolo duro dei timorosi.
A una certo punto una tipa mi ha additato e mi ha fatto capire: �??Devi!!�?�, come una molla sono scattato sul palcoscenico e �?��?�
�?�Armandina�?�era una bimba molto curiosa! Voleva sapere se gli orchi esistevano veramente! Fù così che decise di andare a chiederlo a Tiresia il saggio, che si trovava in una casa dentro al bosco. Attraversò il bosco nell�??oscurità e si mise paura..finchè a un certo punto non vide una casa illuminata e bussò alla finestra . Udì una voce rauca: �??Avanti!!�?�. Entrò.. attraversò l�??andito.. bussò di nuova alla porta della stanza�?�.�?�Avanti dunque!�?� e Armandina chiese: �??Nonno Tiresia�?�gli orchi esistono veramente?�?� e lui �??Gli Orchi sono sempre con noi. Perché sono dentro di noi.�?� �??
Il tutto l’ho mimato fisicamente, immedesimandomi sia con la bimba, sia con Tiresia….e in fondo anche con l’orco.
Quattro donne non ce l�??hanno fatta, in maniera molto garbata le insegnanti hanno fatto finta di non accorgersene. Effettivamente ritrovarsi a recitare in meno di 24 ore con gente estranea che ti guarda è una roba che ti sviscera. Per me è stata un�??esperienza notevole, che ha avuto una ricaduta immediata sul modo di raccontare le favole: bisogna diventare personaggi fiabeschi veri..se vuoi che i bimbi assorbano la sostanza della favola. Ma non solo, tutto ciò permette al raccontatore�?�di essere attore..ed è una cosa difficile da spiegare..bisogna provare..
da FGP 06/02/2007 2 Comments


















Caro “orco”, come da foto: mmmh, niente male!! Le favole piacciono tanto ai bambini, ma lo sapevi che piacciono tanto anche ai grandi? Peccato che da questo punto di vista ti trascuri, sei una vera forza della natura! e senza dover fare molte prove. Pensi di volerle raccontare ancora?
Un bacio.
@ Isa
Non sono io !!! Ero così a 30 anni..:-)))
mò tiengo la panza..:-))
. E comunque il tizio si chiama Edipo..conosci? Un bravo figluolo che uccise il padre e fece l’amore con sua madre….non c’entra niente con gli orchi ma la foto mi rappresenta bene per l’atteggiamento che ho avuto prima di salire sul palcoscenico..