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The Heart of Gold

 

Parlare di Neil Young è per me come parlare della mia iniziazione al rock, quando ascoltai “Old Man” (..Harvest) avevo sì e no 12/13 anni, mi ricordo ancora come fosse oggi, quelle note furono uno squarcio verso un’altro mondo, sconosciuto e affascinante, non capivo ma intuivo, il DNA si dilatava in ciò che era già scritto: un lungo percorso insieme alla musica. E’ per questo che Neil Young per me è intramontabile, una sorta di padrino musicale che con una dolce voce e raffinato arpeggio mi ha convertito a l’unica religione in cui veramente credo: la crescita interiore attraverso la musica.

Fù qualche anno dopo che ci fù la “cresima” definitiva, con l’uscita di “Rust Never Sleeps” e la mitica “Hey Hey My My” ..è bello leggere la traduzione di quella canzone oggi ..e avere conferma di averla in realtà sempre capita:

“Ehi ehi, accidenti accidenti il rock e roll non morirà mai
c’è più dell’apparenza che si presenta agli occhi Ehi ehi, accidenti accidenti

E all’improvviso dentro a quel buio ti daranno questo ma pagherai per quello e quando morirai non tornerai indietro perché all’improvviso entri nel buio

Accidenti accidenti, ehi ehi Il rock e roll è qui e ci resterà è meglio bruciarsi che svanire accidenti accidenti, ehi ehi”

Devo essere sincero, dopo il mio trasferimento a Bologna, non ho seguito tutta l’evoluzione della parabola musicale di Young, anche perchè nel frattempo ha scritto 16 album in studio e 3 dal vivo! E questo nonostante drammi personali e familiari. Ecco un’altro aspetto che mi ha sempre affascinato di lui: di essere sempre fedele a se stesso e con una tempra d’acciaio ha avuto sempre qualcosa da dire. E “Living with war“, ultimo album, di cose ne ha dette parecchie, sopratutto a George Bush,
un’album rabbioso, frutto dell’indignazione dell’artista di fronte agli
accadimenti di questi ultimi anni. Il tutto mi ha portato
a l’urgenza di vedere Neil Young dal vivo, il caso ha voluto che
sia recentemente uscito un film/concerto con la regia di J.Demme e
che si chiama come l’omonima canzone “Heart of Gold“.
Bellissimo, da non perdere per gli aficionados di Nello Giovane.

da 21/01/2007 2 Comments

2 Comments »

  • Marce scrive:

    Ciao carissimo! Un piacere risentirti.
    Col teatro ho provato nella scuola nazionale di cinema a Roma ed eravamo 700. Ne prendevano 20. Cosa vuoi che sia un sardo se non un numero e basta?
    Infatti così son restata. Se lo facessi contemporaneamente all’università, non mi cambierebbe niente, ho proprio bisogno di cambiare totalmente aria e stile di vita per un pò. Poi non so. L’unica cosa è che non mi piacciono molti aspetti della trasmissione, ma l’idea di poter avere come maestri quelle persone mi piacerebbe molto, anche se si può studiare in molti altri posti, ma se non mi sposto da Cagliari non ne cavo piede. Serve una scuola apposita e in continente. La tv mi servirebbe solo per crearmi una terapia contro l’ansia, anche perchè non mi può fregare di meno di starci, mentre mi piacerebbe questo si vedere delle persone che apprezzano qualcosa di me.
    Grazie Marce

  • perla scrive:

    Ti avevo perso… non riuscivo più a trovare il tuo indirizzo…
    Ti lascio un saluto caro :)

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