Blogroom
Lanterne Rosse
“Ogni insegnamento può essere convalidato o contraddetto da uno stesso fatto. Gli insegnamenti non si traggono dai fatti ma dalle interpretazioni dei fatti.”
Nel tirar fuori il vuoto interno lo traduciamo in vacui discorsi
in cui restiamo intrappolati come mosche nella ragnatela
Privando l’istante d’ogni legame con la sua trascendenza
la vita stessa demoliamo rifugiati nell’ironia
ma quando conseguiamo la conoscenza dell’anima,
una sottile trasparenza s’insedia nella densità
della nostra carne
Definitivamente abbandonando le parole,
nella pienezza dell’armonia, riceviamo la rivelazione
del silenzio
A.Jodorowskj – “La Scala degli Angeli” – City Lights 2001
da FGP 25/01/2006 6 Comments
6 Comments »
Lascia un commento!


















Chi l’ha scritto?
Mi ha steso.
Ciao filosofo
Alejandro Jodorowskj , regista, sceneggiatore, scrittore, pscicomagico.
Credo di essermi persa alle prime tre righe…
Per Stefania:
Non credo che tu ti rivolga l’enunciato virgolettato, che semplicemente significa che l’insegnamento ideale è un’insieme di insegnamenti, che rispetto a un fatto saranno sempre e comunque parziali.
Da questa premessa scaturisce la poesia, che dal mio punto di vista vede l’uomo (nel vuoto della sua Conoscenza) arrovellarsi in queste interpretazioni, spesso rifugiandosi nell’ironia per alleviarsi l’animo (..io lo faccio spesso). Ma accade anche che egli sia conscio di questo vuoto ed è il momento in cui egli coincide con la propria anima e non ha più bisogno di parole e quindi di interpretare.
non mi sei molto d’aiuto
Lo so è complessa, (in realtà dentro di me è chiara) e spiegandotela finisco proprio nella trappola della rappresentazione delle parole, a cui la poesia si riferisce. E’ una poesofia o meglio un “koan” zen in cui non c’è niente da spiegare.
Mi dispiace Stefi, ma questa è una Poesia del Silenzio….e che in Sardegna più di una volta mi ha sfiorato..
anzi puoi leggerla qui:
http://www.giampaolofrongia.it/?p=54#more-54