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E’ arrivato il Maraja!

 

Ovunque proteggi – Vinicio Capossela

Praticamente stavo aspettando il disco di Capossela dal momento stesso in cui è uscito il precedente “Canzoni a Manovella“. Prima di allora Capossela era per me un buon musicista che migliorava di disco in disco, ma che nel complesso trovavo poco originale, nel senso che già avevo impressa nell’anima la musica di Tom Waits in America e quella di Paolo Conte in Italia, e lui lo ritenevo un pò un’ibrido tra i due, a cui però non aggiungeva nulla di nuovo.

In effetti “Il ballo di S.Vito” del 1998 mi aveva già drizzato le antenne, la svolta era in atto, ma con “Canzoni a Manovella” è stato colpo di fulmine al terzo ascolto, era ed è un capolavoro, un disco talmente fuori dagli schemi da essere incollocabile nella storia della musica italiana recente. Avevo consacrato il disco con tre concerti dal vivo di Capossela, tra cui uno memorabile alla “Valle dei Nuraghi” di Torralba, poi l’attesa del suo nuovo lavoro, un parto durato 5 anni, con in mezzo un libro “Non si muore tutte le mattine” (Feltrinelli) e mi chiedevo continuamente se per caso stesse preparando un bis a un disco di per sè irripetibile.

Per questo, appena ho saputo che oggi sarebbe uscito il suo nuovo disco, mi sono avviato all’acquisto veloce come non avevo fatto mai per nessun’altro musicista. Tre ascolti consecutivi serali, risultato: non ha bissato, niente drammi per carità, forse è il numero degli anni che ho aspettato, che ne so? Direi che semplicemente è tornato ai livelli de “Il ballo di S.Vito” ma con innovazioni sonore labirintiche e deliranti.

Gran bel disco, ma non capolavoro, si direbbe un disco partorito di getto in luoghi e ambienti differenti, emerge un Capossela dionisiaco e demoniaco, febbrile e dolce come al solito, però i temi e le musiche di “Canzoni a Manovella” sono inespugnabili. Tra l’altro, Vinicio nelle fotografie si aggira con una maschera sarda a quanto pare messosi in occasione di un suo viaggio a Mamoiada, e nel disco sono presenti tre tenores che secondo me nè aggiungono nè tolgono.

Secondo me Vinicio in questi anni se l’è spassata un bel pò in giro per il mondo, in bagordi moscoviti, in fumi e notti padane ad alto tasso alcolico che forse gli hanno impedito di superarsi. Comunque occorre un’ulteriore e attento ascolto, potrebbe essere che questo è un disco ostico che và preso a piccole dosi.

Ancora devo “assorbire” il disco, ma direi che il nocciolo centrale l’ho già incamerato e per ora emergono: “Non trattare”, “Moskavalza”, “L’uomo vivo”, “Nel blu”, “S.S. dei Naufragati”

Sito di Vinicio Capossela

da 20/01/2006 6 Comments

6 Comments »

  • Stefi scrive:

    Guarda solo perchè ascolti Triphop secondo me hai dei gusti splendidi in fatto di musica. Sto aspettando fremente il Jazz Expo di cagliari

  • FGP scrive:

    La musica è la mia benzina.

    In questo periodo svario in tutti i generi, naturalmente amo anche il jazz, i mie preferiti sono Coltrane, Davis, Baker. Miles lo vidi proprio a Cagliari.

    A proposito..dei Portishead sper tu abbia ascoltato Live in Roseland, New York.

  • Bianca scrive:

    La tua recensione mi ha incuriosito e ho recuperato immediatamente il nuovo disco del “Maestro”. Dopo un’ascolto piuttosto veloce, direi che sono d’accordo sui pezzi che emergono: mi hanno preso soprattutto “Non trattare” e “S.S. dei Naufragati” con la citazione iniziale da Coleridge.

    P.S.: qui non c’entra niente, ma ho ho trovato qualcosa a proposito di conati ripetuti…un “documento” di propaganda elettorale che definire grottesco è un complimento. Te lo mando perchè tu ti possa fare due risate!

  • FGP scrive:

    Devo aggiornare la recensione, mi sto innamorando di “Lanterne Rosse”.

  • FGP scrive:

    Pork!
    Se digito su “Google” la parola “ovunque proteggi critica” sono al 13° posto,
    con quella parola ho avuto un’accesso dall’Olanda, speriamo che non sia Vinicio che legge le recensioni. Ma non l’ho stroncato..o no?

  • Monica scrive:

    Miles Davis lo vidi al Palazzetto,Chet Baker al Teatro delle Celebrazioni, poco prima che “volasse” giù dalla finestra,ho un bel po’ di vecchi LP e qualche Cd.Vederli suonare dal vivo,
    anche se Chet era ridotto ad una larva, è stato grande.
    Smack
    P.S. Sai che invece non conosco Capossela?So solo chi è

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