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Il filosofo anti-digitale

Sono un??ammiratore di Umberto Galimberti, filosofo e giornalista di ??Repubblica?. Tutti i suoi articoli e saggi riescono sempre a scuotermi e mi pongono di fronte a nude e crude realtà che spesso non riesco a interpretare da solo o che comunque interpreto solo parzialmente. Questo dovrebbe essere il potere della filosofia: illuminare?. dove non arriva la filosofia ci arriva poi la poesia. Ho notato più di una volta la sua avversione verso Internet e in generale verso l??uso che viene fatto delle nuove tecnologie, (leggi qui alcuni articoli sul tema). Fondamentalmente ho sempre condiviso la sua critica, quindi anche la risposta che ha dato a un??adolescente su ??Donna? di Repubblica (visto che me lo devo sorbire obbligatoriamente a 30 ct in più, tanto vale leggerlo).
L??articolo in questione è scaricabile qui.

Condivido in pieno che le nuove generazioni nate con il PC in mano siano ad alto rischio di conseguenze di ??sociopatia? e altri effetti collaterali, ma è appunto la scuola che ha il compito di insegnare il corretto uso degli strumenti, scuola e genitori.
Però nonostante tutto mi sento di fare delle osservazioni. Ecco appunto, su internet posso commentare un??articolo e già questo la dice lunga sul potere che ha la rete. Rendo pubblico quell??articolo chiuso nel format di Repubblica e ne apro il codice innescando una forma di comunicazione ??aperta?.

Se si mettono sulla bilancia tutti i difetti dello strumento: de-realizzazione, de-socializzazione ecc. ecc., bisogna mettere sulla bilancia anche il potere di contro-informazione che la rete ha creato e le nuove forme di aggregazione trasversale al sistema che ha innescato. Dal mio punto di vista si stanno evolvendo nuove forme di comunicazione, tutto qui, il che non ci impedisce di parlare a voce, conoscere e incontrare gli altri. L??uso equilibrato degli strumenti è fondamentale, per strumenti intendo anche i libri?infatti parecchie persone perdono il senso della realtà trasformandosi e chiudendosi in costante lettura: anche questo è desocializzante!!
Il calcio è desocializzante! La droga è desocializzante.

E?? il Sistema che è esploso/imploso in un fottuto ciclo produzione/consumo che azzera i cervelli e di conseguenza anche l??uso equlibrato degli strumenti, che viceversa potrebbero arricchirci ed evolverci in modelli di comunicazione che parodossalmente io ritengo addirittura più reali rispetto a una certa comunicazione quotidiana, che è altrettanto vuota quanto quella che leggiamo in un monitor o un cellulare.

da 10/01/2006 2 Comments

2 Comments »

  • Stefi scrive:

    Personalmente ritengo che questo scagliarsi contro la tecnologia e in modo particolare verso intenet sia solo il delirante tentativo luddista di convincerci che “prima si stava meglio”. Oltre la classe dirigente decrepita ci mancava pure una classe intelletuale alla matusalemme. Io invece ritengo che internet è l’unico spazio di libertà che ci è rimasto e proprio atraverso la rete del web probabilmente inizierà la prossima rivoluzione economica e culturale. Aldilà di ogni catastrofismo credo, forse con troppo ottismo, che se qualcosa ci salverà dall’omogenizzazione o massificazione, sarà proprio la rete!!

  • FGP scrive:

    Non credo che l’atteggiamento di Galimberti sia un tentativo “luddista”, è troppo acuto per una semplificazione del genere. Credo che gli sfugga cosa sta realmente accadendo dietro la rete e cioè che essa consente di costruire trame comunicative che seppur virtuali consentono comunque nuove forme di di aggregazione/resistenza o comunque ne incoraggia e ne facilita il contatto che spesso nella “realtà” è impossibile. Lui questa la considera un’omogeinizzazione e una massificazione. E invece la massificazione è quella che tu hai descritto nei “Tempi Moderni” del tuo blog.

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