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Wonderful World

 

La domenica calda della rincorsa finale. Nessuno sfugge, io compreso.
Faccio un salto da Media World..non ci andavo da mesi�?�delirio collettivo. Masse dis-umane con in mano pile di pacchetti di ogni tipo, in staffetta verso le casse.
Scansione a 360° sulle ultime novità elettro-informatiche: di tutto e di più, dipende dal budget.

Solita apnea, da cui non posso difendermi. Innesto:

�??Che ne è delle cose, della loro consistenza, della loro durata, della loro stabilità? Da sempre le cose si consumano e diventano inutilizzabili, ma nel ciclo produzione-consumo che non può interrompersi esse sono pensate in vista di una loro rapida inutizzabilità. Infatti è prevista non solo la loro transitorietà, ma addirittura la loro �??data di scadenza�?� che è necessario sia il più possibile a breve termine. E così invece di limitarsi a concludere la loro esistenza, la fine delle cose è pensata fin dall�??inizio. In questo processo, dove il principio della distruzione è immanente alla produzione, l�??uso delle cose deve coincidere il più possibile con la loro usura. E se questo non è possibile per l�??intero prodotto perché nessuno lo acquisterebbe è sufficiente che lo sia per i pezzi di ricambio, il cui costo dev�??essere portato a livelli tali che persino le piccole riparazioni vengono a costare, se non di più, almeno come un nuovo acquisto. Se questo non basta sarà la pubblicità a persuaderci che, anche se la nostra automobile tecnicamente funziona ancora nel migliore dei modi, è il caso di sostituirla, perché �??socialmente inadatta�?� e in ogni caso �??non idonea al nostro prestigio�?�

U.Galimberti �??I vizi capitali e i nuovi vizi�?�

da 18/12/2005 Un commento

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